Strada dei vini della Franciacorta
Questo fascinoso percorso ha origine alle porte di Brescia verso il Lago d’Iseo, in località Mandolossa, che nel 1277 fu teatro dello scontro verbale e giuridico tra la città e gli abitanti delle Quattro Quadre, distretti situati oltre il Mella, per la costruzione del ponte sul fiume. Sulle colline che dividono la Franciacorta dalla Valtrompia, il primo centro abitato che si incontra è Gussago; di epoca preromana, acquistò grande importanza durante il Medioevo quando fu teatro della Pace di Gussago (1313). Quella intorno a Cellatica è la zona viticola più antica della Franciacorta, nota fin da epoca romana. Il suo Duomo (sec. XVI) conserva un’Ultima Cena della scuola del Romanino. L’abbazia olivetana di San Nicola, imponente e antica oasi di pace, caratterizza il centro di Rodengo Saiano, conserva opere di Foppa, Romanino, Moretto, Cossali e Gambara. Più oltre, Ome il cui toponimo sembra derivare da "i omn" gli uomini, ricca di case in pietra dalla tipica architettura. A breve distanza si trova Monticelli Brusati, immersa tra le colline più intatte della Franciacorta; qui merita sicuramente una visita il Santuario della Madonna della Rosa del XIV secolo. Passando da Camignone, punteggiata dalle tradizionali ville-cantina, si giunge a Passirano dove sorge imponente il castello fondato nel X secolo, per difendersi dalle invasioni ungare. Il Castello Orlando, il cui nucleo centrale è costituito da una roccaforte romana, sovrasta invece il paese di Bornato. Intorno alla roccaforte, all’inizio del Medioevo, fu costruita una cinta fortificata all’interno della quale nel secolo XVI venne edificata una villa.Dominata dal colle di Santo Stefano su cui si erge l’omonima chiesa seicentesca, è Calino con le sue tipiche case padronali franciacortine, dagli imponenti porticati. Giunti a un quarto del percorso, tra le ondulazioni delle colline circostanti, si trova Cazzago San Martino con il seicentesco palazzo municipale e Villa Bettoni Cazzago dello stesso periodo, ma che ingloba torrioni duecenteschi. Proseguendo verso sud e tagliando la Franciacorta quasi nel mezzo si arriva a Rovato, sede di un antichissimo mercato del bestiame che conserva un porticato di Rodolfo Vantini in Piazza Cavour. Ai piedi del Monte Orfano si trova Coccaglio, il cui territorio fu abitato già nell’età del bronzo e fu sede di un "castrum" romano. Alle colonie rurali romane rimanda anche il nome di Cologne, piccolo centro le cui origini risultano evidenti dai resti dell’imponente torre di avvistamento, che si trova tutt’ora sul Monte Orfano. Fin dal XV secolo uno dei luoghi di villeggiatura prediletti dalla nobiltà lombarda è stato Erbusco, oggi cuore della produzione del vino Franciacorta; qui trovano sede sia l’Associazione Strada del Vino Franciacorta sia il Consorzio per la tutela del Franciacorta. Dimore signorili e imponenti ville sono solo alcune delle testimonianze che emergono dal passato del paese, numerosi sono infatti i ritrovamenti archeologici di età preistorica e romana. Superata la metà del percorso si incontra, tra i vigneti, Borgonato, paese di origine altomedievale che fu per lungo tempo la residenza estiva del monastero di Santa Giulia di Brescia.
Provaglio d’Iseo dalle origini preistoriche, come dimostrano i villaggi palafitticoli delle vicine Torbiere Sebine, fu importante in epoca medievale, anche grazie alla presenza sul suo territorio del monastero di San Pietro in Lamosa, uno dei primi centri cluniacensi in Italia. Poco distante si adagia Timoline borgo di origini longobarde, come testimoniano i resti trovati ai piedi del Monte Alto. Muri di sassi caratterizzano le antiche case del centro di Colombaro, ricca di palazzi appartenuti a nobili famiglie come i Barboglio de Gaioncelli o i Lana. A Nigoline, il quattrocentesco palazzo Monti della Corte emerge per i notevoli pregi artistici e architettonici tra le altre dimore patrizie. Ordinati filari di viti anticipano l’accesso ad Adro, dominato da una torre ghibellina in pietra, che aveva funzioni di avvistamento. Gli animali selvatici che un tempo popolavano i boschi circostanti sono all’origine del toponimo Capriolo, arroccato su un colle con un castello alla sommità che fu eretto probabilmente verso il secolo X-XI su rovine romane. L’estremo limite occidentale della Franciacorta, tappa finale del tour, è segnato da Paratico sul Lago d’Iseo. L’importanza che ebbe in passato il paese è testimoniata dai ruderi del Castello Lantieri, che secondo la leggenda avrebbe ospitato Dante Alighieri.
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