Aree omogenee: valorizzazione e sviluppo del territorio bresciano

Il Piano Territoriale Regionale d'Area (PTRA) "Franciacorta", i cui contenuti sono stati oggetto di un forum lo scorso lunedì 14 settembre allo Ster di Brescia, è frutto di un lavoro che ha coinvolto Regione e Provincia, dopo che i Comuni avevano identificato i temi d'interesse dell'area.

«Alla realizzazione del PTRA, che costituisce lo sviluppo del documento preliminare, che indica le aree tematiche che potranno essere sviluppate nella pianificazione, ha contribuito la Provincia di Brescia - ha sottolineato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli - Stiamo parlando di una zona che comprende 27 Comuni, un'area territoriale di assoluto pregio ambientale e culturale».

In questo contesto i Comuni appartenenti all'area di Franciacorta hanno condiviso un percorso d'individuazione di comuni strategie di sviluppo territoriale e sostenibile

«Si tratta di uno strumento importante - ha dichiarato il Presidente Mottinelli - per identificare le peculiarità del territorio e consentire di valorizzarne  risorse e possibilità di sviluppo. L'auspicio è che, dopo l'esperienza della Franciacorta, ci possa essere uno strumento simile, che s'ispiri alle esperienze delle aree montane delle Alpi Orobie e della Valtellina, anche per le Valli bresciane. Nello Statuto della Provincia di Brescia si affronta il tema delle aree omogenee, individuate tenendo conto non solo delle caratteristiche geografiche, storiche, culturali, sociali ed economiche, ma anche della natura dei luoghi, del patrimonio, delle infrastrutture e dei servizi esistenti, esplicitando per ogni Area le sue principali vocazioni e i suoi obiettivi strategici».

Il Presidente Mottinelli si concentra dunque sulla  possibilità di costruire dal basso la pianificazione attraverso aree d'ambito di servizi interprovinciali: «penso al lago d'Iseo, alla Valcamonica verso la montagna e al lago di Garda verso il Trentino e Verona. 

La Provincia è diventata ente di secondo livello, ricopre il ruolo di "Casa dei Comuni"e  rapporta costantemente  con i Sindaci, con le Comunità Montane e le Unioni del suo territorio. Per i territori dove sono presenti le Comunità Montane o organismi consultivi territoriali già istituiti dai Comuni, è bene che le Aree coincidano con i territori delle stesse.

Le aree d'ambito hanno invece  l'obiettivo di favorire l'attuazione del processo di aggregazione per i singoli Comuni che non hanno un punto di riferimento,  semplificando in questo modo e rendendo più efficienti i rapporti amministrativi fra gli Enti, ottimizzandone le risorse umane e finanziarie, svolgendo funzioni propositive e di coordinamento in ordine a questioni d'interesse generale attinenti alla programmazione e alla pianificazione del territorio di propria competenza».

Strumenti di consultazione e interlocuzione con gli organi provinciali, insomma, con particolare riguardo alla programmazione strategica, allo sviluppo economico, alle infrastrutture, ai servizi d’area vasta, ai progetti di rilevanza regionale e comunitaria.

«La Provincia di Brescia - ha concluso il Presidente Mottinelli - La nuova Provincia, dopo la costituzione delle città metropolitane, è la prima in Italia per numero di abitanti, quasi 1, 3 milioni,  è un'eccellenza per quanto produzione industriale e p.i.l. in agricoltura; ricordiamo che ha più abitanti di sei regioni italiane: Valle d'Aosta, Molise, Basilicata, Umbria, Trentino e Friuli.

La sua vastità comprende pianura, valli, laghi, montagne, per un totale di quasi 5mila chilometri quadrati. Questo fa capire che il nostro territorio non può essere paragonato ad altre Province lombarde e dove i Comuni non sono aggregati, la Provincia, attraverso la pianificazione di aree omogenee e d'ambito, può creare forti sinergie volte alla valorizzazione e allo sviluppo delle zone individuate».

 

Data: 15/09/2015 Ultima modifica: Mar, 15/09/2015 - 10:40
Pubblicato da: URP - Redazione web Fonte: Presidenza